Dipendenze
Dipendenze
Con il termine addiction si fa riferimento non solo alla dipendenza da sostanze psicoattive ma anche a diverse forme di dipendenze comportamentali. Con questo termine, infatti, si intende una condizione psicopatologica determinata dall’uso distorto di una sostanza o di un comportamento. Si tratta di un’esperienza caratterizzata da un sentimento di incoercibilità e dal bisogno coatto di essere ripetuta con modalità compulsive, sebbene possa essere presente il desiderio di resistervi (Caretti & La Barbera, 2005).
L’abuso e la dipendenza da sostanze sono annoverati tra i principali problemi di salute pubblica in molti paesi occidentali (Kessler et al., 2005, 2007). L’abuso di sostanze si caratterizza per l’uso continuativo della sostanza a dispetto delle conseguenze e dei rischi connessi al suo utilizzo. Le persone che ne sono affette, infatti, presentano ridotte capacità di controllo sull’uso della sostanza e persistono nel suo utilizzo nonostante vadano incontro a problemi progressivamente sempre più significativi, come difficoltà sul piano familiare, lavorativo, sociale ed economico, difficoltà nella cura di sé e assunzione di comportamenti a rischio. L’uso continuativo di una sostanza può produrre come conseguenza l’instaurarsi di una dipendenza, contraddistinta dai fenomeni di tolleranza, astinenza e uso compulsivo della sostanza in risposta al craving.
- La tolleranza si riferisce ai fenomeni di neuro-adattamento del sistema nervoso centrale che si traducono nel bisogno di aumentare le dosi della sostanza per sortire gli effetti desiderati.
- L’astinenza si riferisce invece all’emergere di sintomi fisici e psichici in risposta alla riduzione o all’interruzione dell’assunzione della sostanza.
- Infine, il craving è un desiderio intenso e incontrollabile di sperimentare l’effetto della sostanza che spinge l’individuo a ricercarla.
Il DSM-5 contempla 10 classi di sostanze dalle quali è possibile sviluppare dipendenza tra le quali vi sono l’alcol, gli allucinogeni, gli inalanti, gli oppiacei, gli ipnotici, gli ansiolitici, gli stimolanti e la cannabis. Tutte queste sostanze provocano l’attivazione dei circuiti cerebrali coinvolti nella gratificazione (reward system). Essa promuove il mantenimento del comportamento di abuso tale per cui la sostanza finisce per assumere sempre più una maggiore rilevanza nella vita della persona, determinando un restringimento delle modalità e dei mezzi con cui si procura il piacere. In molti casi, l’uso di sostanze psicoattive rappresenta un tentativo di soluzione a un disagio preesistente ed è possibile che a seconda degli stati emotivi vissuti come più dolorosi si tenda a preferire una specifica classe di sostanze ad altre.
Come accennato in precedenza, il tema delle dipendenze non riguarda solo la dipendenza legata all’uso di sostanze psicoattive. Si definiscono “nuove dipendenze” o “dipendenze comportamentali” quelle forme di addiction che implicano una dedizione eccessiva a un comportamento o attività normalmente lecita, socialmente accettata o addirittura incoraggiata. Dal punto di vista descrittivo, con questo termine si fa riferimento allo shopping compulsivo, alle dipendenze tecnologiche (internet, smartphone, social media), alle dipendenze da lavoro (workholism), dallo studio e dall’attività fisica e al sesso compulsivo. Le dipendenze comportamentali condividono con quelle da sostanza la capacità di alleviare il dolore, l’ansia o altri stati emotivi percepiti negativamente dall’individuo. Anche i fattori che predispongono l’individuo a sviluppare questo tipo di dipendenze sono piuttosto simili, come ad esempio, l’impulsività, la ricerca di sensazioni forti (sensation seeking), la difficoltà nella regolazione emotiva e dell’autostima, la familiarità, così come i correlati neurobiologici. La maggior parte di queste dipendenze, però, non ha ancora trovato una precisa collocazione nosografica ed è ancora oggetto di studio, eccezion fatta per il disturbo da gioco d’azzardo e il disturbo da gioco su internet collocato tra le condizioni che necessitano di ulteriori studi del DSM-5. Queste nuove forme di dipendenza, tuttavia, non sono meno dannose nelle conseguenze che esse producono sul piano emotivo, cognitivo, affettivo-relazionale ed economico rispetto alle dipendenze derivanti dall’uso di sostanze.
Questi comportamenti come le sostanze psicoattive procurano all’individuo una gratificazione immediata sebbene producano effetti negativi a lungo termine. Spesso rappresentano un tentativo di autocura di esperienze emotive dolorose non altrimenti regolabili, per mezzo della loro capacità di suscitare stati di piacere e di euforia o un generale obnubilamento della coscienza. Tuttavia, anziché sortire l’effetto sperato, a lungo andare finiscono per creare ulteriori problemi fisici, psichici e sociali.
Dato il grave impatto sulla salute mentale e fisica, è importante richiedere aiuto quando necessario. La psicoterapia si è dimostrata efficace nel trattamento della dipendenza da sostanze e delle dipendenze comportamentali. Al Centro Romano di Psicoterapie Integrate offriamo percorsi psicologici tagliati sulle esigenze specifiche della persona, al fine di comprendere la natura e la storia della sofferenza psichica sottostante il ricorso alle sostanze o alla messa in atto dei comportamenti che generano dipendenza e sviluppare strategie più funzionali per regolare gli stati emotivi dolorosi. Essa rappresenta un prezioso strumento per aiutare la persona a condurre una vita più equilibrata e soddisfacente.
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